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Ordine di San Girolamo
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Lmweq'mwegOrdine di San Girolamo (in mwewlatino mwfaOrdo Sancti Hieronymi) è un mwfqistituto religioso maschile mwfgdi diritto pontificio. I membri di questo mwfwordine monastico, detti popolarmente mwgagerolamini o mwgqgirolamini, pospongono al loro nome la mwggsigla mwgwO.S.H.cite-ref-ap-1-0[1]
L'ordine ebbe origine da alcune comunità eremitiche sorte in mwiqSpagna agli inizi del mwigXIV secolo e riunite da mwiwpapa Gregorio XI a mwjaLupiana nel mwjq1373 sotto la direzione di Pedro Fernández Pecha: dissolto nel mwjwXIX secolo, fu ricostituito nel mwka1925 a mwkqSegovia da mwkgManuel Sanz Domínguez; i gerolamini seguono la mwkwregola di sant'Agostino e si dedicano alla vita contemplativa.cite-ref-2[2]
Contents
• Storia
• Origini
• Note
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Storia
Origini
La tradizione che fa risalire le origini dell'ordine ai monasteri fondati da mwnasan Girolamo a mwnqBetlemme è priva di fondamento storico. Gli inizi dell'ordine, in realtà, vanno ricollegati al movimento eremitico avviato verso il mwng1350 da Tommaso da Siena con l'intento di imitare la vita solitaria e di penitenza del santo dottore.cite-ref-3[3] Tale movimento si diffuse in mwowItalia e, soprattutto, in mwpaSpagna, dove sorsero numerosi eremi (mwpqGuisando, Villaescusa, El Castañar).cite-ref-dip-4-0[4]
Tra gli eremiti gerolamini si acquistò presto una grande fama Pedro Fernández Pecha, già camerier maggiore del canonico Fernando Yáñez de Figueroa di mwraToledo, insieme al quale aveva deciso di lasciare la vita mondana: i due si erano ritirati prima nell'eremo del Castañar, per poi trasferirsi in quello di Villaescusa e infine, verso il mwrq1370, in quello di San Bartolomeo a mwrgLupiana.cite-ref-5[5]
Approvazione dell'ordine
Nel mwtq1373 le comunità eremitiche maturarono la decisione di abbracciare la vita cenobitica e Fernández Pecha fu scelto dai confratelli e inviato ad mwtgAvignone, presso mwtwpapa Gregorio XI, per chiedere l'autorizzazione a cambiare forma di vita.cite-ref-dip-4-1[4]
Con la mwvqbolla mwvgSalvatoris humani generis del 15 ottobre mwvw1373 il pontefice diede ai gerolamini da osservare la mwwaRegola di sant'Agostino, permise loro di redigere delle nuove mwwqcostituzioni basate su quelle del monastero di mwwgSanta Maria del Santo Sepolcro di mwwwFirenze e diede a Fernández Pecha l'mwxaabito bianco e grigio che divenne quello distintivo dei monaci dell'ordine; l'eremo di Lupiana fu elevato alla dignità di monastero e Fernández Pecha ne fu nominato priore.cite-ref-dip-4-2[4]
In origine i monasteri gerolamini, benché riconoscessero un certo primato al priore di Lupiana, erano tutti autonomi e dipendevano dai vescovi del luogo: solo nel mwyg1414, sotto il pontificato di mwywpapa Benedetto XIII, le varie comunità si sottrassero alla giurisdizione vescovile e celebrarono un capitolo nel mwzamonastero di Guadalupe, eleggendo priore generale Diego de Alarcón.cite-ref-dip2-6-0[6]
Movimenti di riforma
Nel mwaw1423 il nuovo generale, mwbaLope da Olmedo, si propose la riforma dell'ordine e compose una nuova regola basandosi sugli scritti di san Girolamo: grazie all'approvazione di mwbqpapa Martino V (bolla mwbgEt si pro cunctorum christifidelium del 10 agosto mwbw1424), introdusse l'osservanza in alcuni monasteri della regione di mwcaSiviglia, dando inizio alla congregazione dell'osservanza di San Girolamo.cite-ref-7[7] La riforma si diffuse anche in mwdqItalia e vi aderì, tra gli altri, il monastero mwdgromano di mwdwSan Pietro in Vincoli (passato ai mweacanonici lateranensi nel mweq1479). Gli eremiti di San Gerolamo dell'osservanza di Lope da Olmedo furono chiamati anche "isidros" dal loro monastero di San Isidoro del Campo a mwegSiviglia. Questo ramo riformato si riunì al ceppo originale dell'ordine nel mwew1567, ma non i monasteri italiani: in Italia l'Osservanza arrivò a contare 20 monasteri, ebbe un proprio superiore generale a partire dal mwfa1595 e sopravvisse fino al mwfq1846.cite-ref-8[8]
L'ordine conobbe il suo periodo di massima fioritura nei decenni a cavallo tra il mwgwXV e il mwhaXVI secolo: Tra il mwhq1573 e il mwhg1673, invece, sorsero solo due monasteri e un collegio dell'ordine e il mwhwXVIII secolo, infine, rappresentò un'epoca di rilassamento e decadenza dell'osservanza e dello spirito religioso.cite-ref-9[9]
Dissoluzione e restaurazione
I monasteri gerolamini furono secolarizzati, una prima volta, dopo l'invasione napoleonica della Spagna (mwjg1808-mwjw1810) e, nuovamente, nel mwka1819-mwkq1823. I monaci furono costretti ad abbandonare definitivamente le loro comunità nel mwkg1835: all'epoca l'ordine contava 48 monasteri e un migliaio di religiosi.cite-ref-dip3-10-0[10]
Ci furono tentativi di restaurazione nel mwma1854 nel mwmqmonastero dell'Escorial e nel mwmg1884 in quello di mwmwGuadalupe, ma entrambi fallirono.cite-ref-dip3-10-1[10]
Solo l'11 agosto mwoq1925 mwogManuel Sanz Domínguez, insieme con un gruppo di giovani, si stabilì nel fatiscente monastero di Santa María del Parral e, con il beneplacito di mwowpapa Pio XI, vi introdusse l'osservanza gerolamina. Sanz Domínguez prese il nome di Emanuele della Sacra Famiglia.cite-ref-dip3-10-2[10]
La proclamazione della repubblica in Spagna (mwqq1931) e lo scoppio della mwqgguerra civile (mwqw1936) impedirono il consolidamento dell'appena restaurato ordine gerolamino: Sanz Domínguez fu arrestato e fucilatocite-ref-11[11] e nel monastero del Parral non rimasero che cinque religiosi. Solo nel mwsa1941 altri religiosi si incorporarono al monastero consentendo la diffusione dell'ordine.cite-ref-dip3-10-3[10]
Attività e diffusione
I gerolamini si dedicano al culto divino, alla preghiera contemplativa e all'ospitalità nelle foresterie dei loro monasteri.cite-ref-dip2-6-1[6]
Note
cite-note-ap-11. ↑ mw0wAnn. Pont. 2013, p. 1421.
cite-note-22. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. IV (1977), coll. 1100-1105.
cite-note-33. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. IV (1977), col. 1100.
cite-note-dip-44. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. IV (1977), col. 1101.
cite-note-55. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. III (1976), col. 1479.
cite-note-dip2-66. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. IV (1977), col. 1102.
cite-note-77. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. IV (1977), col. 1103.
cite-note-88. ↑ Alessandro M. Galuzzi, DIP, vol. III (1976), col. 1207.
cite-note-99. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. IV (1977), col. 1104.
cite-note-dip3-1010. ↑ Ignacio de Madrid, DIP, vol. IV (1977), col. 1105.
cite-note-1111. ↑ È tra i 522 mw-gmartiri della guerra civile spagnola beatificati a mw-wTarragona nel mwaqa2013.
Bibliografia
• mwaqqAnnuario pontificio per l'anno 2013, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2013. ISBN 978-88-209-9070-1.
• Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), mwaqcDizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwara(ES) Il sito web ufficiale del monastero gerolamino di Santa María del Parral, su monjesjeronimos.es.
• citerefei-gerolaminiPio Paschini, GEROLAMINI, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.